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Programma di valorizzazione

di Palazzo Della Rovere

 

(estratto)

 

 

 

PREMESSA:

Palazzo Della Rovere è stato interessato, dagli anni novanta fino ai primi del duemila, da un importante ciclo di restauri effettuati, con fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dagli Enti preposti alla sua tutela, Agenzia del Demanio e Soprintendenza e da varie proposte progettuali di Enti, pubblici e privati, tra i quali l’Autorità Portuale di Savona, che erano interessati a stabilire la loro sede all’interno del Palazzo.

Di seguito, quindi, vengono descritti uno stato dell’arte e una proposta di valorizzazione che, facendo tesoro dei contributi precedenti, approfondiscono aspetti conoscitivi e progettuali nel dettaglio e permettono di delineare un programma ove sono chiari e definiti gli obiettivi, gli indirizzi e i risultati attesi dall’Amministrazione pubblica.

 

 

Descrizione e interesse culturale del bene

 

 

 

Il Palazzo della Rovere, detto anche di Santa Chiara, è situato nel cuore del centro storico medievale di Savona, tra la Cattedrale di Maria Assunta e l'arteria principale della viabilità cittadina dell'epoca, che era via Pia.

L’edificio ha doppio accesso, uno da Via Pia e l'altro dalla Piazza del Duomo e, attraverso il suo cortile centrale, unisce i due grandi poli attrattori della città: quello moderno della nuova Darsena Portuale, ove sbarcano le grandi navi crociere, con quello del centro antico ove si trovano i principali poli culturali della città.

 

 

 

 

 

Destinazione Urbanistica (Puc): servizi pubblici di urbanizzazione secondaria

Il PUC inserisce l’ immobile in Ambito R15

Palazzo Della Rovere è un Bene vincolato ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 - Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con vincolo architettonico puntuale (codice monumentale 142)

 

IL PALAZZO

Palazzo Santa Chiara ha una superficie netta di circa 5.600 metri quadri, si sviluppa ad anello intorno ad un chiostro centrale parzialmente porticato. L’edificio è composto da più parti che sono state sviluppate in diversi tempi e fasi costruttive accogliendo, nel tempo, funzioni differenti.

L’immobile si compone di un piano fondi con accesso da piazza Duomo e dalle due vie laterali, via Vacciuoli e vico del Marmo; un piano terra, che si sviluppa intorno al chiostro; un piano ammezzato, e un piano secondo. L’ala che si affaccia su via Pia si innalza per ulteriori due piani.

Da Piazza Duomo si accede, mediante uno scalone monumentale, al chiostro centrale, che risulta essere rialzato verso questo lato della città, mentre da via Pia vi si accede direttamente in quota passando attraverso un ingresso con volta a botte. Lo scalone e l’ingresso voltato, posizionati in asse tra loro, vanno a costituire una sorte di asse viario di collegamento tra due parti di città, la Darsena e Corso Italia. Il palazzo in questo senso funziona da “trait d’union”, acquisendo una dimensione di tipo urbano.

Tra i vari organismi edilizi che convivono nel palazzo, di grande valenza storico - artistica è la cappella a pianta centrale, realizzata nel ‘600 quando il complesso divenne sede delle Clarisse e trasformata successivamente in aula delle udienze, durante il periodo in cui il palazzo divenne sede della prefettura.

Proprio a causa dei vari cambi di destinazione d’uso, prima convento delle monache Clarisse, poi uffici della Prefettura, l’edificio appare oggi strutturato, nei diversi piani, da un’ininterrotta successione di stanze distribuite da lunghi corridoi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CENNI STORICI

 

Il Palazzo Della Rovere fu fatto costruire nel 1495 dal cardinale savonese Giuliano della Rovere (futuro Papa Giulio II) su progetto del celebre architetto fiorentino Giuliano da Sangallo e costituisce un unicum per l'intera Liguria.

Giuliano Della Rovere, ancora cardinale quando dovette lasciare Roma a causa dell'elezione al Soglio Pontificio del Papa della famiglia Borgia, Alessandro VI, suo avversario, si rifugiò a Savona. Credendo di prolungare questo esilio, forse di rimanervi per tutta la vita, intendeva allora ricostruire il regime di vita mantenuto a Roma realizzando ad uso personale una magnificenza principesca come quelle proprie del centro Italia.

Per questo motivo acquistò nel 1494 il palazzo di San Tommaso, un edificio medioevale che era stato precedentemente ristrutturato nel 1368. Al suo seguito Giuliano Della Rovere aveva portato Giuliano da Sangallo, che rimase con continuità a Savona dal 1495 al 1497.

Savona, come luogo, era agli antipodi della magnificenza rinascimentale del centro Italia: il suo tessuto edilizio - architettonico era assimilabile a quello medioevale ligure, affine a quello genovese e di Genova era una concorrente di rango minore.

La città manteneva una conformazione medioevale, con un tessuto urbano deciso dai confini di famiglia o clan nobiliare, con le alte case e le strette strade dominate dalle consorterie locali e l'abitato rivolto al mare a valorizzare il suo porto, spesso in rivalità con la città padrona: Genova.

I Della Rovere avevano iniziato a variare tale assetto in senso rinascimentale, con lo zio di Giuliano, Francesco della Rovere (papa Sisto IV), inserendo le loro architetture in maniera indipendente dal contesto locale, e in maniera dominante, avulsa e indifferente dal circondario.

In un secondo tempo tale cultura rinascimentale, si allontanò da Savona per rivolgersi ad altri lidi più interessanti. Il ritorno di Giuliano Della Rovere a Savona, sostituendo quelle dello zio con le più enfatiche architetture di Giuliano da Sangallo, fa impallidire la memoria lasciata a Savona dal precedente pontefice di famiglia.

Giuliano volle costruire una corte sul tipo di quelle dei signori dell’Italia centrale; lo spazio della città medioevale, il fittissimo tessuto di vicoli e case alte, doveva essere aperto per dare spazio alla nuova reggia.

Pertanto dal 1495 fu avviata l’operazione con un’ampia acquisizione di terreni e case. L'area del nuovo palazzo includeva quelle appartenenti alla famiglia, con fra le altre quella di Sisto IV presso il convento di San Francesco. Nel caso la scelta era quindi dettata da richiami “dinastici”, modellandosi sui palazzi cardinalizi di Roma sorti presso la chiesa del cardinale titolare.

L’area del palazzo veniva così a svilupparsi partendo dal convento di Sisto IV per una profondità di 70 metri sino ad affacciarsi alla via dei Nattoni (odierna via Pia, allora la più importante della città, sulla quale si affacciavano le principali consorterie savonesi con i loro palazzi). Giuliano da Sangallo inizia a costruire una facciata ad ordini sovrapposti; al piano terreno pone le sue paraste doriche in marmo bianco a spiccare sul fondo del paramento liscio della pietra nera a riquadri.

Nel maggio 1496 Matteo dei Gaggini di Bissone realizza la facciata del palazzo Della Rovere sino al primo ordine, nello stesso anno vengono acquistate alcune abitazioni circostanti per estendere il palazzo, che tuttavia resterà incompleto (a riguardo notare le isolate colonne dell'ingresso, che nelle intenzioni originarie erano parte di un diverso contesto). Quanto sopra motivato dalla partenza di Giuliano per Roma dove sarebbe divenuto pontefice come papa Giulio II.

Il ritorno a Roma di Giuliano della Rovere, determinò la fine dell’esperimento rinascimentale savonese e comportò un nuovo disinteresse per la città di provincia.

Divenuto pontefice come “Giulio II”, trascurò il palazzo savonese: l’ampliamento non procedette, gli acquisti di terreni si fermarono e la appena iniziata corte cardinalizio - signorile venne a poco a poco riassorbita nel fitto tessuto medievale. Il palazzo fu terminato nel Cinquecento in una misura di molto limitata rispetto al progetto iniziale, con due ulteriori ordini, l’ultimo a inquadrare una loggia ad archi, non del tutto ultimati e lasciati come isolati.

Nel 1673 il Palazzo viene trasformato in convento dalla Clarisse che ne diventano proprietarie. All'interno dell'edificio, con impianto a corte di tipo toscano e con facciata a ordini sovrapposti, viene aggiunta la cappella, manomessa all'inizio dell'Ottocento.

Nel 1807-11, infatti, il Palazzo diventa sede della Prefettura dipartimentale del Montenotte, quale parte dell'amministrazione napoleonica. Nell'antica cappella, adibita ad aula del Tribunale, si può osservare un affresco di Paolo Gerolamo Brusco raffigurante L'Apoteosi di Napoleone, mentre in fondo alla corte si trovano affreschi di Ottavio Semino.

Il palazzo venne trasformato nel 1871 con l’apertura di botteghe al piano terra, eliminati nei recenti restauri.

E’ pertanto difficile ricostruire il cortile e la facciata originaria prevista su via Pia, che il progetto pretendeva enorme, sviluppata per nove campate. Oggi ne resta un vestibolo d’ingresso con volta a botte eseguita a getto, decorata con gli stessi tondi, “all’antica”, sperimentati dal Sangallo per la sua casa a Firenze e poi da lui replicati nella villa medicea di Poggio a Caiano.

Simile a questa è la volta a botte di un minore ambiente al piano terreno sul lato opposto,che si può pensare fosse una cappella. Esso si trova quasi di fronte al punto della cappella quattrocentesca di Sisto IV. Superiormente in questo angolo del palazzo si notano uno stemma posto in chiave di volta, un portale, una più interessante scala a chiocciola che indicano che qui sarebbe dovuto essere l’appartamento privato di Giuliano della Rovere. Il palazzo mantenne la destinazione di tribunale civile e penale fino al 1990 quando fu trasferito nell’attuale sede .

A partire dall’inizio degli anni ‘90 si sono succeduti una serie di interventi della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria volti a preservare l’immobile e restituirlo alla giusta considerazione collettiva. I primi interventi hanno riguardato il restauro della volta soprastante l’ingresso da via Pia, il restauro dell’affresco presente nel cortile interno attribuito al romano Giovanni Baglione e datato 1620, nonché la facciata principale prospiciente via Pia riconducibile alla fabbrica Sangallesca. Contemporaneamente è stato avviato il restauro della ex sala delle udienze e dell’ala del palazzo in cui questa è situata.

 

 

 

 

 

 

 

Il Programma di Valorizzazione

 

Il Programma di valorizzazione si inserisce quale elemento trainante di una serie di azioni, in parte realizzate, in parte previste, finalizzate al recupero del centro storico di Savona attraverso la riqualificazione degli spazi urbani pubblici e dei principali edifici che ne rappresentano il carattere identitario.

 

CONTESTO TERRITORIALE DI RIFETIMENTO

L’ambito urbano in cui è inserito Palazzo Della Rovere, nel cuore di Savona, è infatti ricco di edifici di grande pregio appartenenti alle sue diverse varie fasi evolutive: il tessuto medievale, che testimonia l’attività dei mercanti savonesi che commerciarono in tutto il bacino del Mediterraneo, gli edifici religiosi e civili realizzati durante il pontificato di Sisto IV e Giulio II, che resero Savona polo di attrazione per intellettuali ed artisti, l’espansione ottocentesca che con i suoi assi viarii, le sue piazze e i portici signorili completano lo scenario culturale. La parte sul mare, con la antica Darsena, la nuova stazione marittima e la restaurata Fortezza del Priamar, hanno dato a Savona una nuova eleganza e modernità.

 

 

 

 

 

 

 

Il contesto di riferimento è caratterizzato, inoltre, da una significativa concentrazione di attività e servizi e da relazioni infrastrutturali con il territorio; circostanze queste che ne denotano il rango di area centrale non solo del capoluogo comunale ma del più vasto sistema provinciale.

Proprio in relazione a questo ruolo rilevante del contesto in cui è inserito Palazzo Della Rovere si rilevano gli elementi di criticità dell’ambito di intervento che permettono di esaltare l’efficacia dell’azione progettuale.

Indebolimento della struttura sociale ed economica

L’ambito conosce oggi una fase di indebolimento del proprio tessuto socio economico e residenziale a causa della pressione competitiva esterna dei comparti territoriali specializzati:

commerciale, articolato soprattutto sulla rilevante presenza della grande e media distribuzione (food e non food). Questa realtà indebolisce l’attrattività del centro commerciale di prossimità addensato soprattutto sugli asse storici di Via Paleocapa Via Pia e Corso Italia e diffonde fenomeni di abbandono di negozi marginali e di dequalificazione delle presenze principali. Questa situazione non consente di sfruttare a pieno l’occasione derivata dalla presenza di forti flussi turistici originati dal polo crocieristico.

residenziale, che ha visto lo spostamento di quote di popolazione locale nelle zone periferiche dell’espansione edilizia e il processo di invecchiamento degli abitanti e di sostituzione con fasce sociali deboli nelle aree del centro più marginali.

 

Degrado fisico di immobili e strutture

L’ambito contiene alcune situazioni di degrado sia puntuali che estese che impediscono la definizione di una immagine di qualità complessiva del centro e formano forti deterrenti alla fruizione dell’area.

Il sistema dei servizi e delle aree pubbliche, dell’accessibilità, a partire dalle Porte della città, e della percorrenza pedonale risulta frammentario e incompleto in tratti decisivi per la fruibilità anche turistica del sistema.

Il Comune di Savona ha prodotto in questi anni un grande sforzo di aggiornamento della struttura urbana al fine di attivare e assecondare processi di rinascita sociale ed economica e di vera e propria mutazione delle proprie ragioni fondative, dopo la stagione del declino industriale e della perdita di rango che ha segnato la storia della città negli ultimi decenni del secolo scorso.

E’ stata immaginata una città nuova, capace di ridefinire la propria identità e di proporre un modello di sviluppo diversificato e sostenibile, in grado di integrare l’economia dei servizi, del porto, della piccola e media impresa artigiana e commerciale, delle attività turistiche con un orizzonte di più elevata qualità della vita per i residenti.

In questo scenario il recupero di Palazzo Della Rovere è stato individuato dall’Amministrazione Comunale come l’intervento strategico principale del Piano della Città: il prestigioso complesso monumentale si presenta infatti come l’ultimo grande vuoto urbano, che per le sue dimensioni e la sua posizione centrale, unite al fatto che il palazzo giace in stato di abbandono rappresenta un’opportunità strategica per il rilancio del centro.

 

 

 

 

FINALITA' DEL PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE

 

Per le potenzialità dell’ambito di riferimento espresse sopra e per un’ efficace strategia di riqualificazione a scala urbana, il Programma di Valorizzazione individua come scopo principale quello di recuperare Palazzo Della Rovere affinché divenga un POLO ATTRATTORE CULTURALE del cuore di Savona.

I poli culturali, infatti, rappresentano una ricchezza straordinaria per la coesione sociale della comunità e costituiscono una componente essenziale per l’attuazione delle trasformazioni urbane e delle operazioni di riqualificazione, nonché per il rilancio dell’immagine della città.

Sono dei veri e propri motori di sviluppo economico della città, potenti centri d’attrazione di flussi finanziari e al tempo stesso punto di incontro e di esperienze culturali e formative.

Dall’obiettivo principale si sono articolate le principali finalità alla quali mira il Programma di valorizzazione:

  • recuperare un edificio storico rilevante, in stato di abbandono, attraverso funzioni pubbliche compatibili e rispettose del suo valore storico;

  • realizzare un’ azione di progetto capace di rafforzare l’ambito anche in chiave di crescita identitaria e di attrattività turistica attraverso il potenziamento del sistema storico-culturale;

  • inserirsi nel sistema strategico degli interventi rilevanti già attuati nell’ambito di riferimento, in particolare quelli che hanno dotato il centro di una più ampia disponibilità di parcheggi, di innesto e di una nuova qualità dell’abitare.

  • rivitalizzare il tessuto economico sociale, in particolare di quello commerciale e dei servizi privati;

  • migliorare il sistema dell’accessibilità ciclo pedonale del centro urbano.

 

OBIETTIVI SPECICIFICI

Le caratteristiche e la vastità dell’area, così come la ricchezza della varietà architettonica di Palazzo Della Rovere hanno messo in luce da subito l’esigenza di sviluppare una proposta complessiva del suo riutilizzo che tenesse in conto possibili usi diversificati attraverso una mescolanza di funzioni, affinché il complesso architettonico potesse ricoprire un ruolo di catalizzatore di interesse per la cittadinanza, generando processi di rigenerazione urbana anche del tessuto circostante (commerciale, servizi, ristorazione ecc.).

La proposta di valorizzazione prevede il riutilizzo principale degli spazi di Palazzo della Rovere come:

 

SEDE DELLA NUOVA BIBLIOTECA SMART COMUNALE

La posizione centrale, la riapertura del chiostro e della nuova via di comunicazione a scala urbana, uniti alla pluralità di funzioni previste dal progetto, riporterà Palazzo Della Rovere ad avere un ruolo centrale per la cittadinanza, punto di grande attrattività, nel quale poter usufruire di servizi di informazione culturale, turistica, commerciale e di ristorazione.La destinazione d’uso proposta, infine, appare compatibile con le caratteristiche intrinseche e monumentali dell’organismo edilizio di Palazzo Santa Chiara: l’intervento proposto permetterà di realizzare un’azione di recupero nel rispetto dell’edificio e della la sua storia.

In sintesi quindi gli obiettivi che il progetto di valorizzazione mira a perseguire sono:

 

  1. Effettuare un intervento di “recupero nella conservazione” valutando la reale capacità della struttura esistente a ospitare nuove funzioni pubbliche, riportando alcuni spazi alla loro originaria concezione; creando nuovi spazi dinamici e flessibili, verificando il possibile utilizzo di quegli spazi ad oggi non accessibili, ma di grande potenzialità.

  1. Introdurre funzioni pubbliche importanti quali la nuova biblioteca civica

  2. Individuare spazi per funzioni complementari rivolti non solo all’utenza della biblioteca ma per tutta la cittadinanza, al fine di offrire ulteriori servizi ed attività;

  1. Diventare un punto di informazione multimediale per la città, anche per i flussi crocieristici in Darsena;

  2. Garantire un’ accessibilità diffusa, soprattutto per le fasce di utenti più deboli o diversamente abili.

  3. Migliorare l’efficienza energetica del complesso architettonico attraverso una progettazione che sfrutti le naturali proprietà e caratteristiche dell’”architettura storica” quale “edificio passivo” a ridotto consumo energetico;

  4. Predisporre un nuovo sistema impiantistico che prediliga l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

  5. Unire, attraverso il suo cortile, le due anime più importanti della città, quella moderna della Nuova Darsena Portuale e quella antica del centro medievale, venendo ad inserirsi nel sistema dei nuovi percorsi pedonali e ciclabili che valorizzeranno il centro urbano in termini di accessibilità, visibilità e turismo.

 

 

 

 

 

BIBLIOTECA CIVICA "A. BARRILI"

La Società Economica Savonese ed il Vescovo Mons. Agostino Maria De Mari promuovono la fondazione della Biblioteca Civica di Savona che apre al pubblico nel 1846.Il patrimonio librario è costituito da importanti donazioni effettuate dal Vescovo De Mari (oltre 2.000 volumi), da numerosi privati e dal re Carlo Alberto che dona 81 opere di notevole valore. Le raccolte librarie sono incrementate negli anni successivi dal patrimonio delle biblioteche degli Ordini Religiosi soppressi come quella, notevole, del Convento dei Cappuccini di Quiliano. In circa un ventennio arriva a possedere 12.274 volumi e 1.260 opuscoli. Dopo avere avuto varie sedi, tutte piuttosto precarie, la Biblioteca viene trasferita nei locali del vecchio palazzo comunale e riapre al pubblico il 15 febbraio 1939. Per fare fronte all´aumento dei libri e dei lettori, per i quali la vecchia sede di P.zza Chabrol è ormai inadeguata, la Biblioteca viene trasferita nel complesso di Monturbano presso l´ex Collegio dei Padri Scolopi. Viene realizzato un nuovo apposito edificio per i magazzini librari articolato su sei piani, mentre le sale di consultazione e di lettura e gli uffici vengono collocati nel corpo centrale dell´edificio.

La nuova biblioteca viene inaugurata nel 1985 e da allora non ha più cambiato sede.

 

Consistenza odierna

Spazi: 3.250 mq, di cui 1.790 di deposito librario, con poco più di 7 chilometri di scaffalature

Patrimonio librario: al 31 dicembre 2011 il patrimonio era di 159.632 volumi, oltre a giornali e periodici e un fondo ancora da inventariare. Tra questi:

  • 16.000 volumi per ragazzi
  • oltre 200 periodici ancora aggiornati, numerosi periodici cessati
  • 600 manoscritti
  • 50 incunaboli
  • 649 cinquecentine
  • Oltre 600 video + nastri magnetici, videocassette, diapositive, microfilm, microfiches, film

Utenti: nel 2011 oltre 35.000 lettori circa hanno consultato in sede quasi 125.000 documenti della Barrili (una media di 95 persone al giorno circa). Altri dati:

sono stati iscritti al prestito oltre 3.200 persone (di cui 725 ragazzi) per un totale di oltre 21.000 prestiti (a cui bisogna sommare i dati delle biblioteche decentrate).

 

  • quasi 1.600 nuove accessioni annue
  • le sessioni internet sono state quasi 7.000, di cui oltre 6.500 in sala cataloghi (adulti).
  • I posti a sedere sono circa 240 dislocati in tutte le sezioni.

Personale: Il personale addetto è di 15 persone

Principali Criticità

La biblioteca è strutturata con un grande deposito-archivio (1.790 mq su 3.250 mq totali) prossimo alla saturazione e spazi lettura ove non è possibile disporre scaffali aperti dove l’utente possa consultare liberamente i volumi senza necessità del filtro del personale. Questo fatto unito alle numerose barriere architettoniche dell’edificio, alla mancanza d’idonee misure di sicurezza antincendio e di climatizzazione, la rendono una biblioteca vecchia, non più rispondente alle necessità dell’utenza e del personale.

Le esigenze della futura biblioteca:

Da interviste e colloqui tenutesi con il personale dell’attuale biblioteca civica da un alto, e dallo studio di diversi esempi di eccellenza in Italia e in Europa dall’altro, sono emerse le seguenti principali esigenze da tenere in considerazione nella progettazione degli spazi della biblioteca:

 

  • Deposito ampliabile nel tempo e sistemi di distribuzione verticale del materiale (montacarichi);

  • Servizi di accoglienza: Area info point, Area deposito per materiale e bagagli, ecc;

  • Zona macchine e pc per la consultazione, postazioni per accesso a internet;

  • Aule per corsi e laboratori con scuole e associazioni;

  • Spazi infrastrutturati per materiale video, audio e sonoro;

  • Sezione tematica “Raccolta locale” con libri, antichi e moderni, su temi o autori del territorio;

  • Sezione tematica “Fondo Antico” con piccola sala consultazione riservata e mobili adeguati per la conservazione del materiale prezioso;

  • Sezione tematica “Ragazzi” Nella sede attuale in Monturbano le sale non risultano sufficienti ad ospitare tutte le numerose attività offerte. Sarebbe importante ripensare nella futura sede all’allestimento di una sala dove i genitori possano intrattenersi mentre aspettano i figli e una sala dove sistemare i vecchi libri per bambini. Inoltre è utile differenziare le aree in base all’età dei bambini ricavando una zona riservata agli adolescenti. Nella Sezione dovranno essere svolte anche attività con scuole e associazioni;

  • Uffici per il personale;

  • Arredo mobile che permetta una flessibilità degli spazi (ad esempio con rotelle);

  • Attività complementari come una Caffetteria;

  • Impiantistica adeguata sia come infrastrutture di rete e allarmi, sia come illuminazione adeguata a zone studio e zone deposito.

 

LA BIBLIOTECA SMART

Investire nella biblioteca, per un’amministrazione pubblica, significa investire nel futuro della sua comunità. In Italia le biblioteche di pubblica lettura non sono considerate servizi di prima necessità, come ospedali o asili, in quanto, pur essendo per definizione “per tutti“ nella realtà dei fatti, sono servizi che interessano poche categorie di utenti in genere oscillanti nella migliore delle ipotesi intorno al 15-20% della popolazione.

All’estero, al contrario, le biblioteche pubbliche sono considerate il fiore all’occhiello delle amministrazioni comunali, centri di gestione e diffusione dell’informazione per la comunità, servizi strategici per l’integrazione sociale.

La prima considerazione che emerge è che la biblioteca in Palazzo Della Rovere avrà una durata di vita proiettata in molti decenni a venire: la progettazione degli spazi non può quindi prescindere e ignorare il passaggio da un mondo in cui le piattaforme di riproduzione dei contenuti erano poche e costose a un mondo in cui la riproduzione istantanea e continua di qualsiasi documento è tecnicamente possibile e limitata solo da considerazioni economico - legali (copyright).

La domanda principale, allora, diventa la seguente: ha ancora un senso pensare alla biblioteca quale posto fisico, in un’epoca in cui internet, i tablet e i lettori di e-book sembrano aver reso consultabile qualsiasi cosa da qualsiasi punto del pianeta?

Questo aumento vertiginoso dell’offerta e il costo relativamente basso degli strumenti di ricezione, sta portando all’idea, soprattutto agli occhi dei giovani, che la biblioteca possa diventare obsoleta. Obsoleta perché non può competere, senza innovarsi, con i servizi e i contenuti offerti da Youtube, Wikipedia ecc.

Quale deve essere, quindi, il nuovo ruolo di una biblioteca nella società e soprattutto il libro cartaceo avrà ancora un futuro?

Lo studio di esempi d’eccellenza in Italia e in Europa ci ha aiutato a comprendere l’evoluzione di questo servizio al cittadino e a valutarlo in modo differente: ha senso dotare la città di una biblioteca civica quale luogo fisico nel momento in cui questa viene ripensata come sistema centrale locale dell’informazione locale.

Per rilanciare il suo ruolo, la biblioteca del futuro, quindi, deve diventare SMART: intelligente, snella, di moda, dove gli spazi urbani siano più performanti e interconnessi dal punto di vista tecnologico, più efficienti ed ecologici sul piano energetico e ambientale, più aperti e integrati dal punto di vista sociale.

Una biblioteca che comunque non abbandona il libro cartaceo in nome di una tecnologia che si evolve rapidamente e che in pochi anni rischia di diventare obsoleta, ma che diventa un catalizzatore della vita urbana: da un lato porta di accesso e strumento di orientamento nell’universo multimediale e dall’altro luogo di aggregazione sociale, nuova piazza per incontrarsi, comunicare, consolidare il senso di appartenenza a una collettività.

Essa deve ampliare il suo target di riferimento, affermando più fortemente la sua funzione di luogo sociale di promozione di incontri e sviluppo di politiche culturali;

Se non esiste una formula in grado di dimostrare quanto una moderna ed efficiente biblioteca possa incidere sullo sviluppo socioeconomico e culturale, sulla coesione e l’inclusione sociale a fronte dell’elevato costo d’investimento iniziale, non mancano però efficaci modelli di riferimento bibliotecari italiani: la biblioteca delle Oblate a Firenze, la Sala Borsa a Bologna, la biblioteca Delfini a Modena, questi esempi da soli dimostrano come le biblioteche possano essere utilizzate per avviare processi di riqualificazione urbana e sociale di parti di città diventando protagoniste della realtà urbana.

La realizzazione della una nuova biblioteca pubblica in Palazzo Della Rovere è un’occasione unica per la città di Savona, significa “rifondarla”, ripensarne radicalmente il ruolo, i servizi, la missione, il posizionamento e il target di riferimento. Per questo dovrà porsi questi obiettivi irrinunciabili: moltiplicare i formati disponibili agli utenti, per attirare un maggior numero di tipologia di utenti;

offrire un servizio di welfare: non tutti hanno l’accesso alla rete, non tutti sanno come usarla, non tutti sanno orientarsi nel web

Il bibliotecario del futuro dovrà essere una figura di riferimento perché rappresenterà l’interfaccia fra la marea dei dati nel web e l’utente inesperto ma motivato;

fornire un servizio ai più deboli, agli stranieri, ai giovani che devono cercare lavoro;

avere orari più ampi e apertura domenicale;

essere vicina alle attività commerciali, artigianali e ai negozi del centro;

dare servizi di informazione delle varie offerte/opportunità esistenti nel Comune e delle altre attività culturali;

unire la visita alla biblioteca con altre attività quotidiane.

La biblioteca funziona se diventa luogo di incontro, un territorio di socializzazione che aumenta di importanza in un mondo sempre più anonimo.

La biblioteca SMART di SAVONA, quindi, dovrà avere la capacità di coniugare servizi alla cultura con quelli dell’intrattenimento, utilizzando la tecnologia non tanto quale FINE ultimo da inseguire, ma quale strumento per favorire la comunicazione.

 

LE OPERE DI RESTAURO

Sulla base dell’importante intervento di restauro effettuato dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e Paesaggistici della Liguria su Palazzo Della Rovere conclusosi nel 2010 con la relativa pubblicazione “Interventi di restauro nel Palazzo Della Rovere di Savona”, il programma di valorizzazione individua ulteriori interventi per il completamento delle opere di restauro architettonico del Palazzo.

In particolare, oltre agli interventi di completamento di tipo strutturale e impiantistico, vengono proposte le seguenti ulteriori attività:

 

  1. Restauro dell’ex endonartece della Cappelle delle Clarisse, riproponendo l’accesso originario da via Pia, la cui area oggi, al piano terreno, presenta un aspetto veramente suggestivo;

  2. Restauro e ripristino delle finiture interne ed esterne (pavimenti, intonaci interni ed esterni, ecc.);

  3. Ripristino delle antiche logge soprastanti il porticato del cortile, prevedendo l’inserimento di grandi vetrate in sostituzione degli attuali tamponamenti, in modo da recuperare l’originaria immagine architettonica prevista da Giuliano da San Gallo. (per tale voce si veda anche il cap. 2.7.8. sull’efficientamento energetico).

 

Tali azioni, che dovranno essere svolte in continuità con gli interventi già realizzati e nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza, seguono il concetto di “restauro filologico”, che mira attraverso la ricostruzione storica ed evolutiva dell’organismo edilizio, ad individuare quegli interventi che contemperano la necessità di intervenire su un organismo edilizio, con quella di ripristinare la loro orginaria autenticità.

 

PALAZZO DELLA ROVERE EDIFICIO SMART

La progettazione mira a valorizzare la presenza della biblioteca, quale realtà che può consolidare aspetti tecnologici all’avanguardia, come quelli di una biblioteca moderna e virtuale (di modello 2.0.), con quelli della coesione sociale, dell’integrazione e della partecipazione, in un contesto storico di pregio artistico e centrale per la città.

In questi termini l’edificio dovrà valorizzare tutti i suoi diversi aspetti, in un’ottica Smart, diventando cuore pulsante della vita e dell’informazione della città di Savona.

Il progetto, quindi, si rivolge a un target di utenti più ampio rispetto ai “classici fruitori” della biblioteca, individuando una gamma di stakeholders con differenti necessità, età, provenienza sociale e formazione culturale.

In particolare gli utenti della futura biblioteca in palazzo Della Rovere potranno essere:

- Studenti universitari;

- Giovani in cerca di lavoro;

- Adolescenti;

- Bambini;

- Anziani e pensionati;

- Turisti e crocieristi;

- Relatori internazionali;

- Studiosi;

- Utenti in cerca di relax e/o intrattenimento.

Le caratteristiche in termini di spazio e strumentazione, che saranno contenute nella proposta progettuale, in sintesi, sono:

 

SPAZI

  • Spazi per la formazione (studenti, stranieri, giovani in cerca di lavoro): aule computer per corsi lingue o formativi, aule studio, aule libri stranieri, ecc.

  • Spazi per gli adolescenti e i piccoli: aule per lo studio in comune, spazio infanzia attrezzato, spazio genitori, consolle per giochi, aule video per visione film ecc.

  • Spazi per gli Anziani: previsione di spazi raccolti per la lettura, assistenza da parte del personale.

  • Spazi dove fare cultura: convegni, conferenze, spettacoli, laboratori, cineforum, associazioni culturali, corsi formativi.

  • Spazi dedicati agli approfondimenti tematici (storia, raccolta locale, ecc.)

  • Servizi complementari e ricreativi: caffetteria, ristorante, enoteca, bookshop, internet point.

  • Spazi per l’accoglienza e l’informazione (info point, deposito bagagli ecc.)

  • Spazi per l’archivio e il deposito: le richieste di prestito sono in aumento (anche per l’effetto della crisi), necessità di avere adeguati spazi di espansione.

 

Gli spazi per LA BIBLIOTECA

L’accesso pedonale per la biblioteca potrà avvenire tramite le due entrate principali da Via Pia e Piazza del Duomo, in questo secondo caso, presso l’ingresso, sarà inoltre possibile disporre di un servizio deposito e guardaroba.

Un altro accesso dedicato, in particolare, ai portatori di handicap e alle fasce deboli, avverrà da Via Vacciuoli tramite la realizzazione di nuovo impianto ascensore.

Il patio centrale avrà la funzione fondamentale di attrazione e comunicazione con l’esterno e di snodo verso i servizi dislocati ai vari piani dell'edificio, attraverso appositi pannelli che indirizzeranno il visitatore ai vari servizi.

La disposizione delle sezioni bibliotecarie e dei servizi sarà ordinata verticalmente secondo il modello della biblioteca a livelli, da quello situato al piano terra di informazione generale, quotidiani, periodici, video e strumenti multimediali, ad una specializzazione crescente ai piani alti. Si potrà in questo modo favorire un utilizzo progressivo della biblioteca e differenziare più facilmente servizi, accesso ed eventualmente orari (estendendo, ad esempio, l'uso di alcuni servizi anche nelle fasce serali).

Ogni sezione avrà un ufficio dedicato, oltre alla segreteria e alla direzione, per un totale di circa 9 uffici a una o due postazioni. Inoltre, ad ogni piano, saranno collocati spazi a disposizione dei dipendenti e una serie di locali ripostiglio o locali tecnici.

Molti dei testi consultabili troveranno una collocazione a scaffale aperto, privilegiando in ogni caso la flessibilità delle scaffalature (ad esempio con rotelle) a favore di spazi ampi, ove le persone possano studiare, organizzare eventi, muoversi.

Per i libri non più consultabili o meno consultati , anche in conseguenza delle future espansioni delle collezioni, verrà ricavato un deposito interrato in corrispondenza del chiostro centrale con accesso dal piano fondi in via Vacciuoli. Questo deposito sarà dimensionato con scaffali da archiviazione (anche di tipo meccanizzato) e corridoi da 90 cm e sarà fruibile solo dagli operatori in modo da ottimizzare lo spazio e contenere il maggior numero di volumi e periodici.

Nel dettaglio ad ogni piano saranno presenti i seguenti servizi:

 

Piano Fondi: DEPOSITO LIBRARIO

Collocato al piano più in basso nelle ale verso via Vacciuoli e Vico Del Marmo, per esigenze strutturali, sarà dotato di un adeguato sistema di distribuzione verticale che lo metterà in comunicazione con le sale lettura e prestito. Per i collegamenti verticali si sfrutteranno un vano circolare esistente che ospitava probabilmente una scala a chiocciola oggi non più presente (su Piazza Del Duomo) ed un vano aggettante su via Vacciuoli. Possibilità di ampliamento:

Sarà possibile ampliare gli spazi ad uso deposito prevedendo la realizzazione, sotto il chiostro, di un livello ulteriore di locali da collegare al piano fondi su via Vacciuoli. Tale espansione, che sfrutterà una serie di cunicoli preesistenti rilevati durante i lavori di restauro della Soprintendenza (si veda figura sottostante), permetterà di contenere i futuri ampliamenti del materiale librario. L’ipotesi, non approfondita dal punto di vista progettuale in questa sede viene presentata quale possibilità per garantire l’ampliamento nel tempo della biblioteca.

 

Piano Terra: INFO, EMEROTECA e MEDIATECA

Un’intera ala a piano terra, ove sono presenti importanti sale affrescate dal pittore genovese Semino offrirà, oltre a un servizio di primo orientamento e distribuzione nelle varie sezioni della biblioteca, l'informazione generale anche sulle attività presenti nella città di Savona, oltre alla possibilità di leggere i quotidiani (emeroteca).

Un servizio di mediateca, sarà ospitato al piano terra del volume prospiciente la nuova piazza urbana.

Tali spazi, ove sarà possibile affittare materiale multimediale (cd, audio, video ecc.) disporranno di una grande aula attrezzata, da circa 64 posti, oltre a locali comuni e servizi.

 

Piano Primo: la BIBLIOTECA DIGITALE, ZONA PRESTITO E ORIENTAMENTO, FONDO ANTICO E SEZIONE LOCALE

Dallo scalone di accesso alla biblioteca, situato sotto il porticato, in posizione baricentrica rispetto alle entrate di Piazza del Duomo e via Pia, si accede alla prima zona, definita biblioteca digitale.

Qui si potrà disporre di tavoli e divani ove poter usufruire del Wi-Fi sia con strumentazione propria (pc portatili, smartphone ed e-book reader) grazie alla dotazione di postazioni attrezzate con collegamenti alla rete elettrica, sia attraverso postazioni fisse con computer messi a disposizione dalla biblioteca.

Nella sala principale della Biblioteca digitale sarà presente il front office e prestito, ove poter accedere alla ricerca bibliografica per la consultazione.

L’ala ovest del palazzo, con affaccio su piazza del Duomo, sarà dotata di altre sale audio e video, oltre a sale lettura.

Il resto del primo piano sarà in parte dedicata al Fondo antico, la cui consultazione avverrà direttamente nelle sale lettura oppure, nel caso di volumi particolari, attraverso teche espositive che proteggano i volumi valorizzandoli. Questa sezione è stata inserita negli “ex appartamenti del Questore”, che presentano finiture di pregio.

Nel fondo antico il cui patrimonio librario si costituì intorno Nel fondo antico il cui patrimonio librario si costituì intorno alla metà dell’Ottocento grazie ad importanti e preziose donazioni di oltre 4.000 opere - vi sono preziosi manoscritti come gli autografi del Chiabrera, la Divina Commedia su pergamena con miniature in rosso ed oro conosciuta come "Codice Sansoni" datata al XIV secolo con il commento di Jacopo della Lana, un "Graduale" attribuito al secolo XIII, sempre in pergamena, con miniature in rosso e notazioni musicali o, ancora, il "Codice Gerolimino" con dedica autografa di Carlo VIII re di Francia.

Tra gli "incunaboli" (così sono chiamati i libri stampati a caratteri mobili prima del 31 dicembre 1500) sono da segnalare il "De consolatione philosophiae" di Severino Boezio in un esemplare stampato a Savona nel 1474 da Giovanni Bono, la "Divina Commedia" con il commento del Landino stampata a Brescia nel 1487 (una delle prime copie a stampa dell’opera dantesca), ed alcune rare edizioni di classici latini.

Tra le opere più preziose sono da segnalare ancora il "Compendium theologicae veritatis" di Sant’Alberto Magno stampato a Venezia nel 1483, la "Fonte di Charita’" di Giovanni Bernardo Forte (Milano, 1497) e, forse unico esemplare conservatosi, le "Regulae" di Sthephanus Masparrautha stampato a Pamplona nel 1492.

Per i secoli XVI e XVII troviamo le convenzioni tra Genova e Savona, la "Polyanthea" di Domenico Nano, opera a carattere enciclopedico stampata in caratteri greci e latini da Francesco Silva nel 1503 e le opere del Chiabrera pubblicate a Genova dal tipografo e amico Giuseppe Pavoni.

Alcune opere conservate nella Biblioteca savonese rivestono un particolare valore per le incisioni di cui sono ornati i frontespizi, come quella in cui sono riportate le Leggi delle Compere di San Giorgio raffigurante il Santo nell’atto di uccidere il drago o l’illustrazione allegorica, opera dell’olandese Bloemert, che precede l’opera di Giovanni Bernardo Veneroso dal titolo "Il genio ligure risvegliato" che tratta le antiche glorie liguri.

Infine, nel porticato a primo piano (riportato all’antica concezione dell’architetto Sangallo mediante la riapertura delle arcate originali), troverà sede la Sezione locale, consultabile mediante scaffalatura aperta, e dotata di una buona illuminazione naturale per la lettura dei libri e riviste sul territorio locale.

 

Piano Secondo: BIBLIOTECA DEI RAGAZZI, SALE LETTURA E BAR.

Un’ampia ala del secondo piano sarà dedicata ai bambini e ai ragazzi con sale lettura e prestito, laboratori didattici per le scuole e scaffali e arredi a loro dedicati. In questa zona potranno essere ricavate:

  • una sala dedicata ai genitori che, mentre aspettano i loro figli, potranno consultare libri di pedagogia e puericultura

  • Una sala audio video

  • Una “zona Holden” dedicata agli adolescenti posizionata in prossimità della biblioteca degli adulti in moda da configurare fisicamente il momento di passaggio tipico di questa fascia di età

  • Spazi ricreativi a disposizione per associazioni culturali

  • L’ala ovest del palazzo, disporrà di aule studio e lettura e spazi per laboratori didattici, oltre ad una sezione per i libri stranieri.

Al secondo piano inoltre, sarà previsto un servizio di bar , che permetterà di sfruttare la splendida terrazza ad elle soprastante il porticato del Sangallo, dalla quale si gode di una splendida vista dall’alto sulla città.

 

Gli spazi di rappresentanza, incontro e le attività complementari

Due sale al primo piano - delle quali una è la sala di Rappresentanza, di grande rilievo architettonico ed affrescata nel 1810 dai fratelli Paolo Gerolamo e Stefano Brusco - potranno essere utilizzate, oltre che ad uso sale lettura della biblioteca, per l’organizzazione di eventi, mostre, conferenze aperte a tutta la cittadinanza o per eventi Universitari quali lauree, convegni ecc.

Tali sale potranno inoltre essere affittate per eventi privati, mostre, matrimoni ecc. Il complesso, infatti, dispone di servizi igienici propri ed è ben collegato al terrazzo localizzato al piano. Nei periodi in cui le sale non saranno utilizzate per avvenimenti, queste potranno funzionare come sale studio-lettura, viceversa quando necessario si potranno chiudere gli accessi all’ Università e rendere autonome le sale per altri eventi. La sala maggiore dispone di circa 90 posti a sedere.

Il lato del cortile verso Vico del Marmo, ove è localizzata la mediateca, sarà dotato, come già detto, di una sala multimediale tecnologicamente avanzata. Tale spazio potrà altresì essere utilizzato ed affittato per eventi quali conferenze, cineforum e attività multimediali.

I locali dispongono di accesso indipendente dal cortile, per questo motivo tale porzione del complesso potrebbe funzionare anche durante diversi orari rispetto a quelli di chiusura della biblioteca. Le piccole stanze nel retro si prestano a funzioni quali, magazzino e servizi igienici, necessari alle attività.

Il progetto, per quanto già espresso sopra, mira quindi a inserire negli spazi che si affacciano sul cortile, attività rivolte ad un pubblico più vasto (ristorante caffetteria, bookshop spazio eventi e mostre, cineforum ecc) in modo da non creare interferenze con le attività canoniche della biblioteca e dell’università (studio e consultazione) e al tempo stesso attirare un’utenza variegata all’interno del complesso architettonico.

In questa ottica due spazi al piano terra affacciati su via Pia, grazie al loro doppio affaccio, verso la biblioteca e verso la città, potrebbero funzionare da attrattori di interesse per il nuovo centro bibliotecario.

In particolare il ripristinato accesso da Via Pia all’ex chiesa delle Clarisse potrebbero ospitare un’attività di ristorazione per l’intero complesso, mentre i due locali adiacenti all’ingresso principale altre piccole attività commerciali, quali libreria, negozio di musica, piccolo artigianato ecc.

Infine ulteriori locali che verranno “restituiti“ alla città e affittati per attività commerciali, saranno quelli prospicienti Piazza Del Duomo e parte di Vico del Marmo e di Via Vacciuoli. Queste attività favoriranno anche il reinserimento di Palazzo Della Rovere nel tessuto storico commerciale della città.

 

Il cortile centrale

Il programma, come già detto, mira a valorizzare il cortile di Palazzo della Rovere quale elemento di connessione con il tessuto urbano di Savona. Questo spazio, sul quale si affacceranno attività e funzioni destinate a tutta la cittadinanza si presta a diventare - da un lato - una nuova piazza pubblica, ove sostare per svago o motivazioni culturali e - dall’altro - un nuovo ripristinato collegamento tra il centro medievale e la Darsena.

Da questi due presupposti emerge l’esigenza di ripensare il cortile interno della nuova biblioteca secondo esigenze diversificate utilizzando in questo senso l’architettura e l’arredo urbano quali elementi comunicatori della vivibilità degli spazi.

 

Servizi e locali accessori

Per ogni ala del Palazzo, (via Pia- Via Vacciuoli, Piazza Del Duomo, Vico Del Marmo) sono stati previsti servizi igienici ad ogni piano. Il progetto prevede il recupero e riadattamento, per quanto possibile, dei servizi esistenti e aggiungendone ulteriori anche per soddisfare le esigenze di portatori di handicap.

Come locali accessori, oltre a quelli necessari all’inserimento degli impianti, sono stati previsti ripostigli e, ad ogni piano, locali per il personale dipendente (per pause caffè o pranzo).

 

Strategie e modalità di attuazione del Programma

La completa realizzazione dell’obiettivo passa attraverso una pluralità di azioni ove sono coinvolti diversi Soggetti, pubblici e privati

Arco temporale di riferimento dell’intervento: 25 anni

La strategia migliore da adottare per la buona riuscita del programma consiste nella messa rete di tutti i Soggetti e il loro coinvolgimento già dalle prime fasi di programmazione dell’opera e durante tutto il percorso di valorizzazione.

Nello specifico nel Programma di valorizzazione di Palazzo Della Rovere sono coinvolti i seguenti Enti:

 

  • Comune di Savona, Ente proprietario;

  • Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Ente predisposto alla tutela l’immobile;

  • Enti territoriali competenti per il rilascio dei pareri: Provincia di Savona e Regione Liguria;

  • Enti promotori e finanziatori dell’intervento, come Fondazione De Mari (Soggetto cofinanziatore del presente programma di valorizzazione) e altre.

     

Strategie e indirizzi per un’accessibilità diffusa alla cultura e comunicazione del progetto

La possibilità generalizzata di accesso alla cultura, proprio perché riunisce in sé la molteplicità dei diversi ambiti di crescita personale e collettiva, diventa condizione indispensabile per la buona riuscita del progetto di riqualificazione di Palazzo Della Rovere e si realizza primariamente con la positiva diffusione dell’informazione erogata online, tramite siti web accessibili e fruibili;

Tale aspetto, dovrà inoltre essere ampiamente supportato da una sostanziale accessibilità della struttura, dalla disponibilità di percorsi e informazioni fruibili anche da visitatori con diverse tipologie di disabilità e dalla capacità del personale di accogliere ed interagire con una gamma più ampia possibile di visitatori.

Rendere accessibile la cultura significa quindi ribadire la centralità della persona come componente essenziale dell’identità culturale e territoriale.

 

STRATEGIE:

Il progetto per la valorizzazione di Palazzo Della Rovere deve mirare ad attuare le seguenti azioni :

  • Diffondere e comunicare ai cittadini le azioni di progetto di Palazzo Della Rovere e di tutta la città mediante l’apertura del cortile centrale;

  • Prevedere percorsi formativi del personale bibliotecario al fine di offrire un'adeguata accoglienza del visitatore, fornendo gli strumenti per conoscere le nuove tecnologie e i sistemi di informazione on line e comprendere esigenze e bisogni dei diversi utenti;

  • Ampliare il progetto di digitalizzazione delle opere librarie;

  • Creare un apposito sito internet, efficiente ed accattivante, della nuova biblioteca civica in Palazzo Della Rovere; (medio periodo)

  • Progettare un’ immagine coordinata dell’offerta culturale: Per svecchiare il concetto stesso di Biblioteca oltre al trasferimento in locali più moderni ed accessibili; un altro aspetto da non trascurare deve essere lo sviluppo di un branding grafico e informativo che sia facilmente riconoscibile e caratterizzato, oltre che da un sito internet efficiente e coinvolgente, da un’immagine coordinata che comprenda anche la segnaletica informativa per meglio orientarsi nell’edificio e tra i vari servizi offerti;

  • Prevedere un nuovo sistema di catalogazione del materiale;

  • Realizzare video da installare su totem multimediali dedicati alla diffusione delle attrazioni culturali e dei progetti in previsione della città di Savona per tutti i visitatori, del complesso architettonico, compresi i non udenti;

  • Acquistare cataloghi multimediali e aggiornare tecnologie avanzate a disposizione degli utenti, (e-book, e-reader, tablet, ecc.);

  • Visite guidate ai cittadini in Biblioteca col fine di illustrare le risorse della Biblioteca, il funzionamento dei servizi e le metodologie più pertinenti nella ricerca bibliografica e documentaria;

  • Progettazione di “spazi virtuali” di informazione e discussione in rete, utilizzando gli "strumenti di comunità" (blog, forum, newsletter, ecc.) della Biblioteca.

  • Attività in sinergia con gli altri “luoghi della cultura savonese” Il nuovo polo culturale di Palazzo Della Rovere si dovrà mettere a sistema con gli altri edifici culturali presenti nel centro storico, in particolare ponendosi in continuità con le altre iniziative virtuose già avviate. Tra queste, ad esempio il progetto CulturAccessibile, avviato dalla Pinacoteca di Savona secondo le direttive di Regione Liguria nello specifico settore dei beni e delle attività culturali ( istituito con Decreto Ministeriale del 26 febbraio 2007 e in virtù del “Protocollo d’intesa tra il Ministero dei Beni Culturali e la Regione Liguria per l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio culturale ligure” siglato il 27 novembre 2007).;

  • niziative in sinergia con Commercianti

  • niziative in sinergia con la Darsena Portuale In particolare il flusso dei crocieristi sarà indirizzato verso Palazzo Della Rovere per avere un primo quadro di informazioni sulla città e da qui muoversi verso altri itinerari.

 

Risultati attesi

Palazzo Della Rovere: cuore della futura Savona Smart city

Il progetto di valorizzazione di Palazzo Della Rovere mira a diventare un progetto Smart, concorrendo a restituire alla città di Savona un accessibilità sia di tipo fisico sia virtuale, un’accessibilità alla cultura e all’informazione che contribuisca al suo processo di trasformazione verso la Smart City.

 

In particolare i risultati attesi da questo Programma di Valorizzazione saranno i seguenti:

  • Recupero di un edificio di pregio, attraverso l’inserimento di “contenuti culturali”

  • Il Palazzo diventerà un nuovo centro urbano, polo culturale della città. I poli culturali rappresentano una ricchezza straordinaria per la coesione sociale della comunità e costituiscono una componente essenziale per l’attuazione delle trasformazioni urbane, delle operazioni di riqualificazione e del rilancio dell’immagine della città.

  • Promozione coordinata della offerta turistica, sfruttando anche le opportunità consentite dalle nuove tecnologie e offrendo un facile accesso alla rete e servizi on line in linea con le esigenze dei turisti. In Palazzo Della Rovere saranno realizzati la Mediateca, una biblioteca digitale, spazi per l’accesso libero alla rete ( Wi-Fi e postazioni internet) e all’informazione sulla città.

  • Adozione di una metodologia di costruzione del progetto partecipata.

  • Fin dalla fase di progettazione si sono messi in rete i diversi soggetti territoriali competenti in tavoli di lavoro congiunti (Demanio, Direzione Regionale per i Beni architettonici, Comune di Savona, SPES, Università) e sono stati coinvolti le associazioni dei commercianti del centro.

  • Funzione di coesione sociale: In Palazzo Della Rovere sono previsti spazi per i bambini, giovani, anziani, stranieri, ma anche per turisti, crocieristi, persone in cerca di relax o stimoli.

  • Messa in rete di altri edifici storici, costituendo sinergie con il sistema museale della biblioteca, con quello degli altri edifici storici e valorizzando e razionalizzando altri immobili storico-artistici comunali (Palazzo Pozzobonello, Monturbano)

  • Utilizzo del principio della “Mixitè funzionale” come valore smart per rigenerare poli culturali altrimenti non recuperabili (sotto profilo sociale ma soprattutto finanziario). In Palazzo Della Rovere saranno presenti un mix di attività: biblioteca, sale per convegni, conferenze, cineforum, sale attrezzate multimediali, aule per corsi, spazi per associazioni culturali

  • caffetteria, bar, bookshop, locali per attività commerciali e artigianali, sale per matrimoni ecc.

  • Induzione di processi di rigenerazione urbana sotto il profilo occupazionale e commerciale.

  • Incentivo e supporto alla mobilità sostenibile; Il Palazzo si inserirà nuovamente nel sistema dei collegamenti pedonali del centro storico, attraverso la riapertura del cortile centrale. Inoltre la corte di Palazzo Della Rovere diventerà una nuova piazza urbana.

  • Utilizzo di nuove tecnologie che sfruttano l’energia da fonti rinnovabili, per ridurre l’impatto sull’ambiente Il progetto suggerisce l’utilizzo di un impianto idrotermico per il riscaldamento/raffrescamento dell’edificio.

  • Adozione del principio di efficientamento passivo degli edifici storici mediterranei, valorizzandone le prestazioni sia in termini di condizionamento naturale degli spazi (zone ombra/luce, interno esterno, illuminazione naturale, ventilazione naturale - portici, logge ecc.) sia in termini di spazi per la collettività (sale affrescate, cortile centrale)

     

 

 

 

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