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 Il Patto di collaborazione


Il patto di collaborazione è un atto negoziale, concepito all’interno del quadro legale del regolamento sull’Amministrazione condivisa dei beni comuni, con cui il Comune e i cittadini attivi concordano l’ambito degli interventi di cura, rigenerazione o gestione condivisa dei beni comuni, tesi al soddisfacimento di interessi generali, regolando aspetti importanti del rapporto collaborativo, quali gli obiettivi da perseguire, la tempistica, le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni dei soggetti coinvolti, le forme di pubblicità e altri ancora.

Nella prassi applicativa, hanno iniziato a profilarsi due categorie di patti di collaborazione, in relazione al grado di complessità degli interventi concordati, nonché alla loro durata:

  • Il patto di collaborazione ordinario” che ha ad oggetto interventi di cura di modesta entità, anche ripetuti nel tempo sui medesimi spazi e beni comuni – quali ad esempio la pulizia, l’imbiancatura, la piccola manutenzione ordinaria, le attività culturali e formative; questo patto presuppone un iter procedimentale semplificato, ove la “proposta di collaborazione” dei cittadini, dopo essere stata filtrata da un’apposita unità organizzativa, viene approvata dal dirigente e/o responsabile di servizio competente, in ordine alla sua conformità legale e fattibilità tecnica.

  • Il patto di collaborazione complesso”, invece, ha ad oggetto interventi di cura o rigenerazione su spazi e beni comuni, aventi un significativo di valore storico, culturale o economico, che implicano la messa a punto di attività complesse e/o innovative, tese, più specificamente, al loro recupero, alla trasformazione e/o gestione continuata nel tempo, con una maggiore complessità dell’iter procedimentale, in cui è coinvolto anche il livello politico, più in particolare la giunta comunale, chiamata a valutare la sussistenza dell’interesse generale, sottesa alla realizzazione del patto di collaborazione complesso.

 

Patto di collaborazione (schema tipo)
 

 

 

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