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Chi contattare in Comune: Ufficio Ambiente

 

Dal 13 giugno 2013 è vigente il D.P.R. n° 59 che disciplina l'autorizzazione unica ambientate (AUA), un provvedimento che ricomprende tra le diverse autorizzazioni ambientali quelle inerenti: 

  1. autorizzazioni alle emissioni in atmosfera (art. 269 del D.Lgs. 152/06)
  2. autorizzazione generale in deroga per gli impianti a emissioni scarsamente rilevanti di cui all'art. 272 del D.Lgs 152/06 

 

Le istanze relative alle suddette autorizzazioni dovranno essere presentate in via telematica allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP)

 

Cos’è l’inquinamento atmosferico?

Con questo termine si indicano tutti gli agenti fisici (particolati), chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell’atmosfera.

 

Come viene monitorato l’inquinamento atmosferico?

Il monitoraggio della qualità dell’aria è di competenza provinciale, che può avvalersi dei Dipartimenti Provinciali A.R.P.A.L.., in qualità di supporto tecnico per l’esecuzione di campionamenti ed analisi per la misura di inquinanti.

 

Quali sono i principali inquinanti atmosferici?

I principali inquinanti atmosferici rilevati sono:

  • Il monossido di carbonio (CO) o ossido di carbonio- è uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. E’ un gas tossico, incolore, inodore e insapore che viene prodotto ogni volta che una sostanza contenente carbonio brucia in maniera incompleta. E’ più leggero dell’aria e si diffonde rapidamente negli ambienti.
  • Il biossido di zolfo- o anidride solforosa - è un gas incolore, di odore pungente. Si forma per ossidazione dello zolfo nel corso dei processi di combustione di materiali che contengono questo elemento come impurità.
  • Il biossido di azoto (NO2) è presente in emissioni naturali che comprendono i fulmini, gli incendi, le emissioni vulcaniche e dal suolo, per cui gli ossidi di azoto (monossido e biossido di azoto) sono gas presenti, come fondo naturale, anche in aree disabitate. Le emissioni antropogeniche, invece, sono principalmente derivate da processi di combustione (veicoli, centrali termiche, riscaldamento domestico), in quanto le elevate temperature e pressioni favoriscono la reazione tra l’ossigeno e l’azoto.
  • Il benzeneè un idrocarburo che si presenta come un liquido volatile, in grado cioè di  evaporare rapidamente a temperatura ambiente, incolore e facilmente infiammabile E’ il capostipite di una famiglia di composti organici definiti aromatici per l’odore caratteristico ed è un componente naturale del petrolio (1 – 5% in volume) e dei suoi derivati di raffinazione.
  • L’ozonoè un gas altamente tossico dotato di odore pungente caratteristico. Esso è naturalmente presente in una fascia della stratosfera, compresa tra i 20 e 30 Km. di altezza denominata per l’appunto ozonosfera e la sua concentrazione viene mantenuta sostanzialmente costante mediante un equilibrio chimico tra le reazioni di formazione e quelle di fotolisi che avviene per assorbimento della radiazione solare. Grazie a questo fenomeno l’ozono protegge la terra da più del 90% delle radiazioni UV dannose per la vita sul nostro pianeta. A prescindere da questi effetti protettivi, a livello del suolo viene definito come un inquinante gassoso secondario che si forma nell’atmosfera di aree antropizzate attraverso reazioni fotochimiche a partire da precursori come ossido di azoto, piccole molecole organiche (idrocarburi, composti organici volatili) in presenza di radiazione solare.
  • Le polveri sottili- la loro presenza nell’ambiente è legata a fonti naturali (eruzioni vulcaniche, polverosità terrestre, pollini ecc.) o può derivare da diverse attività antropiche quali emissioni da centrali termiche, da inceneritori, da processi industriali in genere, da traffico e svariate altre. Il possibile danno per l’organismo umano può derivare sia dalla tipologia propria della particella di per sé tossica oppure, più frequentemente, a seguito di sostanze su di esse depositatesi: in altre parole il particellato sospeso risulta, di fatto, il tramite che consente la penetrazione, nell’apparato respiratorio dell’uomo, di sostanze potenzialmente nocive. Mentre le particelle con diametro maggiore di 10 micron vanno incontro a naturali fenomeni di sedimentazione e comunque sono trattenute dalle vie aeree superiori, quelle di diametro inferiore o uguale a 10 micron (note come frazione PM10 frazione che comprende anche un sottogruppo, pari al 60%, di polveri più sottili denominate PM2.5 e PM1 aventi rispettivamente diametri  uguali od inferiori a 2.5 ed 1 micron), rappresentano la frazione respirabile delle polveri e conseguentemente quella più pericolosa per la salute dell’uomo, in quanto possono determinare l’immissione all’interno del nostro organismo, fino a livello degli alveoli polmonari, di tutte le sostanze da esse veicolate.  In sintesi quanto minori sono le dimensioni delle particelle, tanto maggiore è la loro capacità di penetrare nei polmoni e di produrre effetti dannosi sulla salute umana.
  • Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici sono un complesso di composti chimici, di cui il benzo(a)pirene è uno dei più conosciuti: queste sostanze si trovano in atmosfera come prodotto di processi pirolitici e di combustioni incomplete, con formazione di particelle carboniose che li adsorbono e li veicolano, da impianti industriali, di riscaldamento e dalle emissioni di autoveicoli.

 

Per scaricare la modulistica o avere maggiori informazioni consultare il sito ufficiale Ambiente in Liguria nella sezione ARIA / AUTORIZZAZIONI ALLE EMISSIONI


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