Gli Oratori: un itinerario d'arte

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Gli Oratori: un itinerario d'arte

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GLI ORATORI: UN ITINERARIO FRA ARTE, FEDE E TRADIZIONE NEL CUORE DI SAVONA

Gli Oratori, autentici scrigni d’arte, dislocati nel centro cittadino, sono particolarmente importanti in quanto sedi delle antiche Confraternite che custodiscono le “casse” processionali del Venerdì Santo. Le “casse” sono imponenti gruppi scultorei in legno policromo, in massima parte settecenteschi, che raffigurano le diverse tappe della passione di Cristo. Ogni due anni ( negli anni pari ) le “casse”, portate a spalla dai Confratelli, sfilano riunite in una scenografica processione notturna, tra le più grandiose rappresentazioni della via Crucis che si svolgono in Italia in occasione del Venerdì Santo.


Oratorio della Confraternita di San Domenico e del Cristo Risorto

E’ situato in via Pia. Alla facciata spoglia contrasta un fastoso interno di gusto barocco dove risalta l’altare maggiore sovrastato dalla statua del Cristo Risorto.
Sono da ammirare il coro quattrocentesco, il "Cristo spirante" di autore nordico del secolo XVI e l’elegante tribuna dell'Organo Concone ( 1757 ) - dal nome dei fratelli Concone, celebri organari di Casa Savoia. L’Oratorio custodisce due "casse" processionali.
“L’ Annunciazione" di Anton Maria Maragliano realizzata nel 1722. rappresenta il momento dell’annunciazione a Maria da parte dell’arcangelo Gabriele. Colpisce per la teatralità ed espressività della scena, nonché per le decorazioni e i panneggi dorati, in stile roccocò. Considerata una delle opere migliori dell'artista.
"La deposizione nel sepolcro" del savonese Antonio Brilla realizzata nel 1866, la più pesante dei gruppi processionali (circa 17 quintali) che viene portata a spalla da 24 uomini. Da ammirare principalmente la postura dolorante delle tre Marie intorno al corpo del Cristo deposto.

Oratorio della Confraternita di Nostra Signora del Castello

E’ situato in via Manzoni. Composto da una unica navata con volta a botte, l’Oratorio conserva opere d’arte quali "La Madonna in trono e Santi", grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea (1490 ) commissionato dal savonese Giuliano della Rovere, divenuto papa col nome di Giulio II. Sono da notare i pregevoli stalli lignei dove siedono i confratelli e gli eleganti stucchi rococò opera di G.Petonti ( 1755 ). L’ Oratorio custodisce tre “casse”:
“Cristo morto in croce” di scuola romana del XVI secolo, fu donata nel 1728 dalla famiglia Della Rovere, discendenti dei Papi Sisto IV e Giulio II, membri della confraternita.
“La deposizione dalla croce” del savonese Filippo Martinengo (1750-1800). È portata a spalla da 26 portatori; è l'opera di maggiori dimensioni di tutto il corteo penitenziale.
“La Pietà” del savonese Stefano Murialdo ( 1776-1838 ). Raffigura la Madonna, con il cuore trafitto da sette spade, che tiene tra le braccia il corpo di Gesù appena calato dalla croce.


Oratorio della Confraternita dei Santi Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla

E’ situato in via Guidobono, sede anche dell'Arciconfraternita della SS. Trinità. Si presenta con una navata unica. Da notare, lungo il perimetro, il ciclo di tele ovali dipinte dal savonese Giovanni Agostino Ratti ( datate 1739 e 1745 ) che rappresentano episodi della vita di San Giovanni Battista.
L’ Oratorio custodisce cinque “casse” processionali:
“La promessa del Redentore” del savonese Filippo Martinengo (1777). Di gusto neoclassico, rappresenta Adamo ed Eva incatenati (simbolo del peccato) che stanno per essere liberati dagli angeli, sotto lo sguardo benevolo della Fede. Due angeli guardiani e uno scheletro rappresentante la Morte in fuga completano una delle casse più imponenti della processione.
“Cristo legato al palo”, opera settecentesca di autore ignoto di scuola genovese. Solitaria sulla cassa è la figura di Gesù, che risalta per la posa elegante e sofferente al tempo stesso.
“L’orazione nell’orto” di Anton Maria Maragliano e allievi (1728), vi è rappresentato Gesù che, supplicante, osserva un angelo. In primo piano risaltano le figure di due discepoli dormienti.
“Cristo spirante in croce” anch’essa di Anton Maria Maragliano, presumibilmente del 1728. Rimarchevole è il tratto drammatico nell’espressione sofferente del viso di Cristo, sottolineata dalla posa contorna e dolorante del corpo posto sulla croce e dal viso rivolto al cielo. "L'Addolorata" del savonese Filippo Martinengo (1750-1800) che rappresenta la Vergine con il cuore trafitto da 7 spade, circondata da quattro angeli piangenti.


Oratorio della Confraternita dei Santi Pietro e Caterina

E’ situato in via Dei Mille. L’interno è a pianta ellittica. Da notare le tele settecentesche con le Storie dei Santi titolari opera dei savonesi C.G.Ratti e P.G. Brusco.
L’Oratorio conserva tre “casse” processionali.
“La flagellazione”: di scuola napoletana, acquisita nel 1623, rappresenta fedelmente il momento della flagellazione e la dinamicità dei due vessatori del Cristo, armati di verghe.
“Cristo  cade sotto la croce”: sempre di scuola napoletana ( 1623 ), rappresenta una scena della scalata sul Golgota. Cristo caduto sotto una enorme croce, mentre un soldato lo tira per il collo con una corda.
"Ecce Homo, realizzata dalla scultrice savonese Renata Cuneo nel 1978, in sostituzione di una cassa seicentesca andata distrutta durante la guerra, rappresenta un Cristo, con il manto di porpora, quasi regale nonostante la figura minacciosa alla sua destra e Ponzio Pilato che lo mostra al popolo perché venga giudicato.



Altre sedi di Confraternite che custodiscono le "casse" del Venerdì Santo

Chiesa di Santa Lucia sede dell'Arciconfraternita dei Santi Agostino e Monica

E’ situata in via Santa Lucia ( zona limitrofa al porto ). Particolarmente cara al poeta savonese Gabriello Chiabrera, la chiesetta quattrocentesca e stata restaurata nel 1621 grazie al lascito del patrizio savonese Gerolamo Sacco. Al suo interno si possono ammirare un prezioso Crocifisso di scuola del Maragliano e la Croce con i simboli della passione che partecipa alla Processione del Venerdì Santo. Vi sono inoltre custodite due “casse” processionali:
“ L'Incoronazione di spine” (1710) dello scultore genovese Anton Maria Maragliano. Opera dai colori forti, rappresenta Cristo seduto mentre viene “incoronato” da un soldato ghignante, mentre un altro lo trattiene preparandosi a colpirlo con un pugno.
“Il bacio di Giuda” (1926) dello scultore di Ortisei, Giuseppe Runggaldier. L’artista raffigura il Cristo che viene baciato da Giuda, mentre i soldati lo trattengono.

Per leggere la storia delle Confraternite dal volume "Gli Oratori delle Confraternite" edito a cura della Regione Liguria clicca qui

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