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CONFERENZA

Il Generale Marchese Alberto Nicolò Gavotti da Tenente a Generale

alle ore 15:30

il 26.09.2015 - Sala Rossa, Palazzo Civico Savona

Nell'ambito delle manifestazioni patrocinate dal Comune di Savona, in occasione del 100° della Grande Guerra, con la collaborazione della Società Savonese di Storia Patria, del Circolo Culturale P. Paleocapa del D.L.F. di Savona,si terrà sabato 26 settembre, ore 15.30, presso la Sala Rossa del Palazzo Civico un incontro dedicato alla figura dell'ing. Nicolò Marchese Gavotti e delle sue imprese nel periodo bellico, a cura di Franco Rebagliati, dal titolo "Il Generale Marchese Alberto Nicolò Gavotti da Tenente a Generale".

Nicolò Gavotti nasce a Genova l'8 marzo 1875, da Giuseppe Gavotti, contrammiraglio e dalla duchessa Anna Laura Vivaldi Pasqua.
Laureato in ingegneria a soli 22 anni, è uno dei principali collaboratori per la costruzione dell'Acquedotto Pugliese all'inizio del '900. Sposato con Adelia dei conti di Broglio, padre di sei figli e componente dell'Amministrazione comunale di Albisola Superiore alla vigilia del conflitto, si arruola volontario come ufficiale di complemento.
Brillantissimo ufficiale del Genio, seppure di complemento riesce malgrado forti resistenze interne a convincere gli alti gradi dell'esercito sull'efficacia del suo concetto di fortificazione protetta e in caverna, mettendo così gli uomini al riparo dalle offese nemiche. Promosso capitano, con il Gruppo Lavoratori che prenderà il suo nome, unico esempio nel conflitto, realizza al Sabotino e al Grappa due imprese apparentemente impossibili: allestire i più grandi apprestamenti difensivi del 15-18 in tempi molto ristrettii.
Le vicende che lo riguardano non si limitano a ciò; in occasione dello sfondamento del fronte da parte austrotedesca nell'ottobre del 1917, il suo Gruppo si ritira in ordine verso il Piave, con l'ordine di far saltare il ponte della Priula per evitare che il nemico possa attraversarlo. Accortosi che nostre truppe erano in arrivo combattendo in retroguardia, si trattava di soldati della "Sassari", rifiuta più volte di far brillare l'esplosivo per permettere ai fanti di mettersi in salvo, rischiando la corte marziale.
Per il suo comportamento riceverà decorazioni italiane, francesi e inglesi, e cinque promozioni che dall'iniziale grado di tenente lo porteranno a generale di brigata.
Autore fra l'altro di quattro volumi di memorie sulla Grande Guerra, redatti con tono ironico, negli anni Venti si dedica alla costruzione del cimitero che doveva raccogliere i resti dei 24.000 caduti sul Grappa. Tornato alla vita civile ricopre incarichi prestigiosi. Negli ultimi anni si dedica ai suoi hobby, tra cui la ceramica. Si spegne ad Albisola S. nell' agosto del 1950. Franco R.

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