Riqualificazione di edifici, delle aree e del verde

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Riqualificazione di edifici, delle aree e del verde

Il progetto esecutivo approvato riguarda due grandi ordini di intervento: la ristrutturazione di edifici in prevalenza di proprietà ARTE da un lato e dall’altro la sistemazione delle aree verdi e degli spazi pubblici del quartiere di piazzale Moroni. Le risorse economiche impegnate per i lavori ammontano complessivamente a 3.847.672,44 euro, di cui 1.060.910,90 euro per lavorazioni sperimentali. Tali risorse provengono per buona parte da un finanziamento pubblico nell’ambito del Contratto di Quartiere, ovvero 3.281.717,78 euro, di cui 827.698,61 euro per lavorazioni sperimentali. Il resto è a carico dei proprietari delle abitazioni ricomprese negli edifici interessati dagli interventi di proprietà ARTE. Il progetto esecutivo per la riqualificazione energetica, funzionale ed ambientale degli edifici, delle aree residuali di lotto e del sistema del verde di vicinato nel quartiere di Piazzale Moroni, realizzato nell’ambito dei Contratti di Quartiere II, coerentemente con i progetti preliminare e definitivo, è stato sviluppato con una forte componente sperimentale in relazione alle finalità indicate nel Bando di Gara approvato dalla Regione Liguria con DGR n. 1159 del 23/09/2003 e sulla scorta degli indirizzi forniti nel documento “Linee guida per un recupero urbano bioecocompatibile” allegato al bando stesso. Il progetto risulta finalizzato ad elevare la qualità ambientale dell’area di intervento, concorrendo a migliorarne gli standard abitativi, attraverso un recupero edilizio ed urbano ispirato fortemente ai principi della sostenibilità ambientale e tale da costituire un significativo ed innovativo esempio di approccio al tema della riqualificazione urbana. Gli edifici interessati da interventi sono complessivamente tredici. Su dieci fabbricati, piazzale Moroni 14, piazzale Moroni 16-18, piazzale Moroni 18a-18b, piazzale Moroni 20, piazzale Moroni 37-39, via Chiavella 7, via Chiavella 9-11, via Costa 4, via Roveda 4, via Roveda 5, sono previste opere di manutenzione straordinaria, che consistono sostanzialmente in: eliminazione delle contropareti in amianto realizzazione di cappotti termici in sughero isolamento e l’impermeabilizzazione delle coperture piane rifacimento delle coperture a falde ripristino di intonaci e tinteggiature riqualificazione dei balconi. Tre edifici, piazzale Moroni 41-43, via Grandi 2, via Roveda 2, sono soggetti ad opere di ristrutturazione più articolate, che prevedono oltre alle opere prima richiamate di manutenzione straordinaria, altre opere a carattere sperimentale, finalizzate ad un recupero energetico degli stessi, con dotazione di sistemi solari passivi - serre solari, muri Trombe, sistemi a guadagno diretto, fotovoltaico in copertura – la cui scelta e progettazione derivano dalla considerazione di diversi fattori: assenza di vere e proprie masse d’accumulo ed esigenza di sfruttare scambi termici per convezione: attraverso lo studio di aperture nelle murature e sulle vetrate esigenza di fornire riscaldamento in inverno evitando però fenomeni di surriscaldamento estivo: con lo studio di frangisole e idonee soluzioni di apertura esigenza di migliorare non solo le prestazioni termiche degli edifici ma anche l’aspetto estetico dei prospetti: attraverso un appropriato disegno dei serramenti e delle strutture di sostegno per evitare l’immagine di facciata continua vetrata esigenza di manutenzione nel tempo degli elementi progettati: attraverso una semplice accessibilità dall’interno o dall’esterno per permetterne la pulizia da parte degli stessi utenti esigenza di coordinamento del posizionamento dei sistemi solari in facciata con la distribuzione interna: evitando, per esempio, chiusure davanti alle finestre dei bagni e studiando opportuni punti di passaggio dagli alloggi alle serre. Questi interventi, messi a sistema, conducono ad edifici decisamente innovativi da un punto di vista del contenimento dei consumi energetici. Le sistemazioni esterne riguardano il recupero degli spazi pubblici e delle aree verdi sostanzialmente di tutto il quartiere, per una superficie complessiva stimata di 15 ettari ed impegnano grosso modo 1.300.000 euro. Il progetto ha perseguito alcuni obiettivi minimi focalizzati in linee d’intervento determinate: restituire dignità urbana a piazzale Moroni, innanzi tutto, una parte viva ed integrata della città restituire ai pedoni percorsi dedicati, neutralizzare lo spazio anonimo attuale dove il piede degli edifici è un piano indistinto di asfalto per ritrovare/riconoscere spazi/funzioni elementari: marciapiedi, parcheggi, strade, verde attrezzato, verde di cornice ripensare i sensi di marcia, individuare con precisione le sedi stradali e farle della larghezza minima consentita dalla normativa vigente per diminuire la velocità di percorrenza all’interno del quartiere individuare gli spazi di parcheggio in modo da preservare il numero di posti auto ma razionalizzandoli e concentrandoli in aree dedicate (oggi le auto sembrano comportarsi come l’acqua, passano, arrivano e si fermano ovunque) curare e differenziare le pavimentazioni, nel rispetto delle risorse economiche a disposizione, in funzione delle destinazioni: strade/asfalto, parcheggi/autobloccanti in cls, proteggi-prato, spazi pedonali/cls architettonico, asfalto colorato recuperare, con opere di pulizia e cura, il verde esistente, di buon livello, in particolare le alberature di pregio esistenti realizzare nuove cortine alberate in funzione del controllo microclimatico naturale degli spazi aperti e per migliorare la qualità percettiva e funzionale dello spazio definire gli elementi di un disegno complessivo unitario, nonchè criteri di intervento omogenei per tutto il quartiere: stessi materiali, stessi corpi illuminanti… progettare l’illuminazione notturna, ovvero il paesaggio della notte: la notte è possibile effettuare con minimo sforzo economico grandi caratterizzazioni ambientali, sempre nel rispetto della sicurezza dei luoghi. Si è scelto di intervenire su una parte quanto più possibile ampia del quartiere, anche con opere minime, quasi in certi casi di manutenzione straordinaria, ma sempre con l’idea di restituire, con il disegno e la cura dei particolari, dignità agli spazi aperti. Di qui la scelta/obbligo di utilizzare materiali economici, ma in grado comunque di determinare e condizionare la percezione dello spazio pubblico. Di qui l’esigenza di redigere un progetto esecutivo per così dire anomalo, concepito quasi più come repertorio di interventi. Nel momento in cui si precisavano alcune intuizioni/tracce compositive più definite ed elementari – individuare le strade, i parcheggi, i percorsi pedonali principali, realizzare i marciapiedi, un’illuminazione pubblica adeguata sia funzionalmente che percettivamente – il progetto si dava carico di provvedere ad una serie di interventi manutentivi sugli asfalti rimasti, sulle ringhiere… A titolo esemplificativo si descrive più nel dettaglio una delle varie zone del quartiere oggetto di riqualificazione, in particolare quella di via Roveda e via Costa, anche per meglio comprendere lo spirito della progettazione, le sue linee guida, il suo valore paradigmatico. Attualmente quest’area si presenta come un piano d’asfalto indistinto, in lieve pendenza, dal quale spuntano una decina di fabbricati di edilizia economica popolare. Le auto sono padrone dello spazio, passano e si fermano praticamente dove vogliono, il verde è quasi assente, così come i marciapiedi. Il progetto parte dall’individuazione di un asse stradale centrale che attraversa l’isolato a partire dalla viabilità pubblica principale, cui torna dopo aver compiuto una sorta di anello a senso unico. Questa strada esiste di fatto già, ma viene ora definita da margini precisi, ha una sezione costante di 4 metri, viene rifatta la pavimentazione in asfalto, viene articolata in linee spezzate che obbligano a ridurre la velocità di percorrenza, facendola vivere e percepire appunto come una strada di quartiere. Da questo asse si diramano le vie secondarie, che poi sono brevi strade chiuse di servizio ai singoli edifici: questi spazi sono pavimentati in masselli autobloccanti in cls. Il materiale è “povero” ma consente in ogni caso un’individuazione dello spazio, che vuole essere principalmente pertinenza pedonale dell’edificio. Lungo di esso sono ricavati posti auto, dato che nella zona non sono presenti, sotto i fabbricati, autorimesse interrate, ma, ripetiamo, l’intento è di configurare lo spazio come pedonale: vengono posizionate nuove luci, alte 4 metri, non stradali, ci sono filari alberati, i posti auto sono in proteggi-prato di plastica che consente la crescita dell’erba, i margini sono sistemati a verde, in particolare il margine occidentale, attualmente una strada non necessaria, dove viene realizzato un percorso pedonale in asfalto colorato di collegamento con il resto del quartiere, all’interno di una sistemazione a verde, ottenuta dopo la demolizione di buona parte dell’asfalto esistente, con miglioramento anche, oltre che della qualità urbana, della permeabilità del suolo. L’isolato comincia così ad assumere una fisionomia urbana, a diventare spazio concepito soprattutto per il pedone, per la vita degli abitanti. E come questo le altre parti di quartiere interessate dal progetto, secondo le medesime linee guida.


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Progetti del verde e spazi pubblici:
generale (circa 3´ 30")
via Roveda (circa 4´)
pzl. Moroni (circa 2´)
via S. Antonio (circa 3´)
scuola (circa 2´)

Progetti di riqualificazione degli edifici:
generale (circa 1´30")
progetto (circa 3´)
piante (circa 2´30")
prospetti (circa 4´)
sezioni (circa 3´30")