La Storia di Savona

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La Storia di Savona

La datazione di un insediamento umano nel territorio di Savona può essere collocata nel periodo neolitico, cioè intorno al 5000 a.C..
Il primo dato sicuro che si ha sulla storia savonese, riguarda la parte attiva presa dalla città nella seconda guerra punica a fianco della potente Cartagine e ci rivela per la prima volta la fatale rivalità con Genova, allora alleata dei Romani, rivalità che dominerà la storia ligure.
Sulle origini del nome di Savona sono state fatte diverse ipotesi, tra le quali quella che lo vuole derivato da Saone (figlio di Giove e Taigete) o dal cartaginese Sago o Sagone, che avrebbe riedificato la città dopo una distruzione della medesima operata dai Romani.
Citata per la prima volta da Tito Livio come alleata dei Cartaginesi, Savona entra esplicitamente nella storia: Savona nasce come insediamento dei Liguri Sabati probabilmente sulla collina del Priamar; Sabati che, intorno al 207 a.C. si allearono con i Cartaginesi guidati da Magone, fratello di Annibale ed assieme a questi distrussero Genova.
La vittoria romana sui Cartaginesi e la valorizzazione della vicina Vada Sabatia (l’odierna Vado Ligure), dominante la rada e punto convergente della strada di Genova con quella transalpina per Acqui Terme e Tortona, fanno passare per molti anni Savona in seconda linea, ma, con il decadere della romana Vada Sabatia, il centro economico e militare della regione si sposta nella rupestre posizione di Savona, elevata a Contea, dopo la distruzione del regno longobardo per opera di Carlo Magno e poi a Marca degli Aleramici che portano gloriosamente sul mare le armi savonesi.
Con la caduta dell’Impero Romano, Savona diventa una base della flotta bizantina e la collina del Priamar, fortificata da una primitiva cinta muraria, vede un nuovo sviluppo sia come sede vescovile sia come baluardo militare.
In tal periodo la città conosce i suoi primi splendori: si intensificano i traffici ed i commerci, si dà nuovo impulso alle civiche istituzioni, sorge l´ospedale, il mercato e si sviluppa il porto.
L´appoggio dei bizantini permette alla città di diventare il centro economico e militare della regione e tale posizione sarà mantenuta fin quasi alla metà del VII secolo d.C., quando, e precisamente nel 643, il re longobardo Rotari distrugge i principali centri della Liguria che gli abbiano opposto resistenza, tra i quali Savona.
Distrutta più volte, durante le invasioni barbariche (prima i Visigoti di Alarico, poi i Vandali di Odoacre, quindi gli Ostrogoti di Teodorico), Savona inizia una poderosa rinascita intorno all’anno 1000 d.C. che la farà diventare un fiorente porto ed un importante centro per il commercio con il nordeuropa, il tutto in rivalità con Genova.
Nel 1191 Savona si costituisce libero comune e la città comincia ad espandersi ai piedi della rocca del Priamar.
Il tessuto urbano medievale era costituito da case costruite a schiera a delimitare i vicoli che sfociavano per lo più sul porto che era il fulcro della vita economica.
Nelle zone limitrofe al porto, tra il milletrecento ed il millecinquecento, sorgeranno i palazzi dei nobili tra i quali spicca il palazzo dei Della Rovere, splendida opera rinascimentale di Giuliano Sangallo voluta da Giulio II Della Rovere; numerose saranno anche le caratteristiche case-torri medievali.
Le zone dedite alla trasformazione ed al commercio delle merci sono sparse per tutta la città.
Savona in questo periodo è così potente da poter rivaleggiare anche militarmente con Genova ed i suoi alleati, salvo poi capitolare dopo oltre tre secoli di alterne fortune: alla crescita economica dei secoli XII e XIII subentra un periodo di stasi che dura fino quasi alla metà del XV secolo, inoltre dalla metà del XIV secolo ai primi decenni del 1500 si succedono a Savona le dominazioni di principati esterni (come quella dei Visconti) che si alternano ripetutamente a periodi di governo genovese ed a brevi periodi di indipendenza (dal 1512 al 1513 e dal 1525 al 1527).
Nella seconda metà del 1400 si delinea una ripresa economica e politica della città, favorita da diversi fattori, tra i quali l´appoggio di due "concittadini" eletti al trono pontificio: Francesco Della Rovere (Sisto IV), papa dal 1471 al 1484 (volle una Cappella Sistina a Savona per onorare i genitori e quella grandiosa a Roma affrescata da Michelangelo), e suo nipote, Giuliano Della Rovere (Giulio II), pontefice dal 1503 al 1513.
Nel 1507 Savona viene prescelta per lo storico incontro tra Ferdinando Il d´Aragona e Luigi XII di Francia, incontro che prelude alla Lega di Cambrai: 1´alleanza per contrastare 1´espansione di Venezia.
Nel 1528 viene decretata la fine della fiorente e ricca Savona: il porto viene interrato, la città saccheggiata più volte e parzialmente distrutta; i genovesi, non paghi, radono al suolo la rocca del Priamar distruggendo secoli di storia e di civiltà.
Sul Priamar viene costruita la Fortezza che era ben più vasta dell’attuale e che, si dice, non avesse i cannoni rivolti verso il mare bensì verso la città: Savona subisce un duro colpo e a stento riesce a risollevarsi, basti pensare che la popolazione nei due secoli successivi si riduce a meno di un terzo. Incomincia, cosi, una crisi che durerà quasi tre secoli.
Nel 1794, quando le truppe francesi entrano in Liguria e combattono contro l´esercito austro - sardo, Savona diventa subito un centro nevralgico delle operazioni.
Nel 1796 Napoleone Bonaparte assume il comando dell´armata d´Italia e l´11 aprile arriva a Savona dove insedia, nel palazzo vescovile, il proprio quartier generale.
La città nel 1805, con l´annessione della Liguria all´Impero francese, è capoluogo di uno dei tre dipartimenti in cui la regione è ripartita.
Per quasi tre anni vi è tenuto prigioniero papa Pio VII. Nel 1815 Napoleone è sconfitto a Waterloo e, con il Congresso di Vienna, la Liguria è assegnata al Regno del Piemonte che suddivide la regione in tre intendenze assegnate a Genova, La Spezia e Savona.
Questa suddivisione del territorio verrà poi modificata: due divisioni, quella di Genova con sette province (tra le quali Savona) e quella di Nizza con tre.
Con l’occupazione napoleonica prima e con quella piemontese poi, Savona inizia un’altra rinascita economica basata sul porto e sulla rivoluzione industriale: la città viene ricostruita sul modello urbanistico di Torino e di questa città diviene il principale sbocco marittimo.
Nel periodo che va dal novembre del 1830 al febbraio del 1831, Giuseppe Mazzini, rinchiuso nel carcere del Priamar per l´attività svolta a favore della Carboneria, formula l´idea della Giovane Italia che fonderà, poi, a Marsiglia, nel 1832.
La vicenda di Mazzini, prima incarcerato e poi esiliato, incide relativamente sulle opinioni politiche dei savonesi che, malgrado l´esperienza deludente dei primi decenni, optano, nel corso del Risorgimento, per posizioni di stampo cattolico-liberale.
Nella seconda metà del 1800 a Savona si manifesta un intenso associazionismo operaio che prelude alle Società di Mutuo Soccorso di ispirazione socialista (1890) e alla Camera del Lavoro (1901).
Le tradizioni democratiche e la rilevante concentrazione operaia costituiscono uno dei motivi che spingono la città a mostrarsi ostile nei confronti del fascismo che sta conquistando il potere. Nel 1927, anno in cui Savona diventa capoluogo di provincia, si celebra il "processo di Savona", nel quale Ferruccio Parri, Carlo Rosselli e Alessandro Pertini (che nel 1978 sarà eletto presidente della Repubblica Italiana) sono chiamati a rispondere della fuga del leader socialista Filippo Turati, organizzata 1´anno precedente.
Durante la seconda guerra mondiale Savona partecipa attivamente alla Resistenza e ne sono testimonianza i processi svoltisi presso il tribunale speciale, l´entità delle condanne inflitte, il numero delle persone che hanno perso la vita nel corso della lotta di Liberazione.
Proprio per il contributo dato alle azioni per la riconquista dell´autonomia nazionale e per il ristabilimento della democrazia, Savona sarà decorata con la medaglia d´oro al valor militare. Pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale, ricostruita, Savona si espande nel dopoguerra sulle colline che portano dal quartiere della Villetta a quello di Valloria, nell’oltre Letimbro e su tutta la fascia costiera che porta sino a Zinola formando quasi un tutt’uno con le vicine Albisola e Vado Ligure.